Di Che Cosa Ci Occupiamo

Il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Basilicata si occupa delle DICHIARAZIONI DI NULLITÀ DI MATRIMONIO, sia concordatari (quindi validi anche agli effetti civili), sia soltanto canonici (quindi validi solo sul piano religioso).
Per introdurre una causa di nullità non è di per sé necessario che sia già stata dichiarata la separazione legale dei coniugi (in forma consensuale o giudiziale), ciò è però assai opportuno, perché vi sono aspetti che solo il Tribunale Civile può regolare (affidamento dei figli, questioni economiche e patrimoniali...) e sui quali è bene aver già fatto chiarezza prima di intraprendere il processo di nullità, perché questo avvenga più serenamente.

Sostegno alle coppie in difficoltà e accompagnamento pastorale dei fedeli in situazioni irregolari di matrimonio:
Non è compito del Tribunale venire incontro a queste situazioni: pertanto, invitiamo a rivolgersi innanzitutto al proprio Parroco e, per le coppie in difficoltà, ad uno dei CONSULTORI di ispirazione cattolica.
IL PRIMO PASSO DA FARE: LA CONSULENZA
Il primo passo da fare quando si dubita che il proprio matrimonio sia valido è rivolgersi ad una persona esperta in Diritto Canonico, per analizzare la propria vicenda e verificare se vi siano elementi che giustifichino l’introduzione di una CAUSA DI NULLITA' o la RICHIESTA DI UNA DISPENSA PER MATRIMONIO RATO E NON CONSUMATO.
Normalmente è possibile rivolgersi al proprio Parroco per ricevere le prime indicazioni, compresa quella di una persona esperta a cui rivolgersi.
Per la consulenza ci si deve rivolgere al Vescovo o al Vicario giudiziale della propria Diocesi, per una indagine pre-giudiziale o pastorale, i quali, nel caso si ravvisino capi di nullità, indirizzano al Patrono di fiducia o Patrono stabile del Tribunale Ecclesiastico, prendendo contatti con la Cancelleria del Tribunale Interdiocesano.
Una volta verificato che vi siano elementi sufficienti per una causa di nullità, si dovranno fare i passi necessari presso il Tribunale per introdurla, con l’assistenza dell’Avvocato e seguendone le indicazioni.
È bene ricordare ancora che deve trattarsi di un Avvocato abilitato a patrocinare presso il Tribunale Ecclesiastico (vedi l’elenco degli AVVOCATI ABILITATI).
Per coloro che possono trovarsi in difficoltà a sostenere il costo economico che la nomina di un Patrono di fiducia comporta, è possibile fare motivata richiesta al Vicario Giudiziale di ammissione al Gratuito Patrocinio o dell’assegnazione di un Patrono Stabile del Tribunale.
Il coniuge, invece, che non promuove la causa (detto convenuto/a) non è necessario che nomini un proprio Patrono (anche se è libero di farlo, nonché di chiedere anch’esso il Gratuito Patrocinio o l’assegnazione di un Patrono Stabile), a meno che abbia particolari ragioni da far valere in contrapposizione con la parte attrice.